2 dicembre 2014

"Ricordo di Sicilia"

ricordo di Sicilia

Se pensate possano essere i soliti tartufini al cioccolato, vi sbagliate di grosso. Questa ricetta vi sorprenderà. Qui ci sono mandorle in gran quantità e un profumo intenso di Malvasia. Niente cioccolato, solo una spolverata di cacao.
"Ricordo di Sicilia" mi è stata gentilmente lasciata dallo chef Paola Cattabriga. Io, che ho un marito di origini siciliane e che in Sicilia non sono ancora riuscita ad andarci. Io, che amo alla follia tutti i profumi e i sapori mediterranei e che sogno ad occhi aperti un viaggio lungo almeno un mese in quest'isola incredibilmente meravigliosa. Non potevo non prepararvelo, anche perchè, ammettiamolo, sono così perfetti anche per un regalo goloso.
Visto il sapore deciso della mandorla, del cacao amaro, ma soprattutto visto il profumo intenso del Malvasia, questi piccoli "ricordi di Sicilia" li proporrei anche per accompagnare un buon caffè. Un fine pasto perfetto insomma, vagamente alcolico e non troppo dolce. C'è un piacevole contrasto in ogni dolcetto.
Anche se non abbiamo avuto la possibilità di realizzarli durante l'ultimo showcooking Lagostina, ho voluto scrivere ugualmente di queste piccole golosità. 
Da preparare, ovviamente, sono semplicissimi. Vi basterà fare scorta di una buona quantità (e qualità) di mandorle, aggiungere pari peso di zucchero e un paio di cucchiai di Malvasia. Se volete dare un tocco più deciso e alcolico allora potete optare anche per del Grand Marnier o del liquore Strega.

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Rispetto alla ricetta originale, di Paola Cattabriga, ho voluto dare un tocco personale aggiungendo due ingredienti che esaltano ancora di più il gusto e la consistenza dei nostri "ricordi di Sicilia": i pistacchi e un po' di scorza candita di arancia. Ma potete osare anche con la scorza candita di cedro o di limone. Saranno ugualmente strepitosi! 
Non essendo tartufi, non contengono cioccolato, solo mandorle e zucchero. Potete utilizzare quello semolato, ma il mio consiglio è di optare per uno zucchero di canna, per togliere un po' di dolcezza. L'impasto, una volta ben tritato, deve essere lavorato con le mani. Bagnatevele spesso e cercate di compattare quanto più possibile il mix di mandorle per dare una forma soda e tondeggiante.

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Altra nota importante riguarda la tostatura delle mandorle: per poter sprigionare tutto il vero profumo di questo "dolce ricordo" è importantissimo farle saltare in padella antiaderente per qualche minuto. Io ho utilizzato Tempra di Lagostina, un'antiaderente che mi sta regalando moltissime soddisfazioni. Grazie a lei posso cuocere completamente senza grassi, è facilissima da pulire e garantisce risultati impeccabili! Ecco perchè le mandorle, anzichè eseguire la tostatura in forno, possono essere fatte saltare per qualche minuto direttamente in padella. Dovranno ottenere un leggero color caramello e mescolate spesso.
Durante l'ultimo showcooking Lagostina ho avuto modo di gustare e fotografare ricette sane, ma non per questo meno golose, imparando ad esaltare il gusto di ogni singolo ingrediente utilizzando pochissimi grassi aggiunti. Ho scoperto i trucchi per cucinare una quinoa perfetta e veloce con la pentola a pressione e persino un budino di riso alla vaniglia davvero versatile e sorprendente. Vi terrò aggiornati sui prossimi eventi Lagostina, nel frattempo potete sbirciare sui miei profili Instagram e Twitter (#Lagostina) per scoprire cosa abbiamo preparato a Novara presso il centro Paniate!
Per circa 10 "ricordi di Sicilia"


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Ingredienti
100 gr di mandorle
100 gr di zucchero di canna
3 cucchiai di Malvasia
succo di arancia
scorzette candite di arancia
pistacchi non salati tritati
cacao amaro

Preparazione
In una padella antiaderente fate tostare le mandorle per qualche minuto, girandole spesso, fino a quando non assumeranno un color caramello tenue.
Ponetele in un mixer con lo zucchero di canna, un paio di scorzette di arancia e il Malvasia e tritate finemente. Dovrete ottenere una sorta di pasta granulosa.
Trasferite il tutto in una ciotola e unite qualche cucchiaio di succo di arancia, mescolando bene con una spatola, fino ad ottenere un composto non troppo molle, ma facilmente lavorabile con le mani. Bagnatevi spesso le mani e formate delle palline di impasto non troppo grandi. Passatele quindi nel cacao amaro e nella granella di pistacchi tritati.
Sono perfetti serviti a fine pasto per accompagnare un buon caffè.

10 commenti:

  1. Cosa posso usare al posto della malvasia? Le mandorle sono quelle spellate? Grazie mille. Roby

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    1. Puoi sostituire il Malvasia con il Grand Marnier, ma ti consiglio di limitarti ad un cucchiaio e assaggiare perchè la gradazione alcolica è superiore. Puoi comunque usare qualsiasi vino liquoroso in alternativa. Le mandorle puoi usarle spellate o non. Io ho preferito quelle spellate, anche per una questione estetica, ma sono entrambe valide ;) A presto

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  2. Sono deliziosi e appena puoi scappa in Sicilia perché è una terra meravigliosa.....

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    1. Eh lo so! Sto cercando di convincere il marito per le prossime vacanze ;) Peccato che io ci starei come minimo un mese perchè vorrei vederla e viverla tutta!!

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  3. Grazie Erika, sempre gentilissima. Ho anche del vino di visciole, potrei utilizzarlo.? Roby

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    1. Certo Roby, l'unica cosa non usarne troppo, soprattutto se è molto dolce ;)
      Fai una prova con un cucchiaio e assaggia, tieni poi conto che il cacao amaro toglie un po' il sapore stucchevole di mandorle e zucchero

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  4. Che goduria per gli occhi e per il palato. Dei cioccolatini davvero speciali, sia per il gusto che per il ricordo a cui sei legata. La Sicilia è davvero una terra meravigliosa <3
    Un abbraccio,
    Anna

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  5. Sei proprio brava Erika. E' bello passare da te. Per il blog,per le tue buonissime ricette, per la tua grazia e dolcezza. Rispondi sempre a tutte le nostre domande, non ci lasci mai sospese. Grazie! Anna

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  6. hai perfettamente ragione non sono i soliti tartufi,grazie della delizia

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  7. Ma queste delizie??
    Quando passo di qui mi rendo conto che non ho mai assaggiato troppe cose.. Questi li devo provare assolutamente!!

    un abbraccio
    Sara
    This is Sara

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